Vandana Shiva presenta Navdanya International a Terra Futura

Sabato 21 Maggio, nell’ambito di Terra Futura 2011 si è svolta la presentazione di Navdanya International associazione internazionale promossa dalla scienziata e filosofa Vandana Shiva. Questa associazione da molti anni opera in India con l’obiettivo di salvaguardare la terra, i semi, e le persone che della terra vivono: i contadini ma anche tutti noi che ci nutriamo dei suoi frutti. Da oggi Navdanya esce dai confini dell’India e diventa un’associazione internazionale il cui primo ramo è in Italia a Firenze.


Vandana Shiva introduce così la costituzione di Navdanya International:
“Ho iniziato la mia esperienza con Navdanya ispirandomi a una preghiera antichissima, una preghiera dedicata al seme e alla sua capacità di rinnovare continuamente la propria forza vitale senza esaurirsi mai:  che il seme viva per sempre senza esaurirsi mai! Diceva questa preghiera. È la stessa cosa che sta accadendo ora qui con voi.

Non ci stancheremo mai. Non importa il contesto in cui ci troveremo ad operare. Ci daremo energia a vicenda e daremo questa energia alla società con nuove idee creative. Viviamo in un mondo molto volatile, dove il tempo sfugge con la sua brevità. Sono tempi in cui dall’oggi al domani società intere si creano o si distruggono. Guardiamo a quel che succede in Grecia, Spagna, Portogallo o in Irlanda. Guardiamo a quel che è successo in Nord Africa e in tutto il mondo arabo. In questi tempi volatili dobbiamo concentrarci su quel che è duraturo nel tempo. E quel che dura nel tempo sono gli aspetti migliori della nostra umanità e dei rapporti fra le persone.

Non dobbiamo sprecare nessun individuo e nessuna specie e impegnarci per far sì che nessuna specie si estingua. È l’idea di democrazia più importante dei nostri tempi. Margaret Mead ha detto che non bisogna mai sottovalutare la forza di un piccolo gruppo nel promuovere un cambiamento.  È l’unica cosa che mi sento di portare qui: la capacità di esprimere se stessi e di lottare in quel che si crede. Senza stancarsi mai.”


Quella che segue è la trascrizione del suo intervento. La registrazione audio scaricabile qui (in inglese).
Il programma del convegno è qui.

Vandana Shiva è intervistata da Maurizio Izzo.

DOMANDA:
Il tuo libro Ritorno alla Terra l’ho trovato più profondo dei precedenti. In questo testo la tua idea di economia solidale lancia una vera e propria sfida al mercato. Ritorno alla Terra non è più un bel pensiero, non è più un ideale romantico. Sostieni che non solo si può produrre in modo diverso, ma si deve farlo perché può essere anche economico. Questa sfida è davvero possibile oggi?

RISPOSTA:
Penso che questa sfida non sia soltanto possibile, ma necessaria. E si tratta di una sfida alla struttura stessa del pensiero dominante: a come pensiamo all’economia, a come pensiamo all’agricoltura.

Pochi giorni fa, prima di arrivare qui a Firenze, sono stata chiamata dal governo regionale dell’India centrale, il Madhya Pradesh, che vuole promuovere l’agricoltura biologica ed eliminare le coltivazioni OGM. Sul volo di ritorno la rivista Times aveva un articolo di due pagine su come l’India abbia bisogno di Walmart (ndt. Un’azienda americana della grande distribuzione) per fare agricoltura. E anche il Financial Times aveva un articolo sulla stessa questione! Beh… quando la stessa storia viene riportata da due giornali così importanti possiamo essere sicuri che qualcuno abbia lavorato per ottenere questo risultato di comunicazione.

La verità è che la piccola agricoltura fondata sulla coltivazione a base familiare e comunitaria, che opera in modo ecologico con rispetto per la biodiversità, produce più cibo di quella industriale. Perfino le Nazioni Unite lo hanno riconosciuto. All’inizio di quest’anno il referente per il progetto per il diritto al cibo ha dichiarato che lavorando in modo ecologico in collaborazione con la natura possiamo raddoppiare la produzione del cibo sul pianeta in tre anni da oggi (www.srfood.org).

Viceversa l’ingegneria genetica applicata all’agricoltura non ha dimostrato la possibilità di incrementare la produzione agricola, eccezion fatta per la produzione di elementi tossici. Per spiegarlo abbiamo appena dato alle stampe il rapporto di Navdanya chiamato “Salute per Acro”. Abbiamo scelto questo titolo perché è con il cibo che nutre i nostri corpi attraverso cui entriamo in contatto con la terra e la terra diventa quel che noi siamo.

Ma oggi il cibo è divenuto la ragione principale per la perdita della saluta e le malattie. Non ci sono più cibi, solo merci. La maggior parte del cibo prodotto serve a torturare gli animali, non possiamo più dire che “alimentiamo” gli animali perché essi vengono torturati nella filiera industriale. Una grande percentuale dei frutti della terra serve per produrre combustibile per le automobili. Ma quando ci si concentra sull’agricoltura per produrre biocarburanti non si ha più come obiettivo la qualità dell’alimentazione e della nutrizione, sui suoi sapori e su come ottenerli.

Sulla base di dati empirici - non teorie - possiamo dire che la biodiversità dei sistemi esistente permette di alimentare il doppio della popolazione dell’India. C’è sufficiente capacità nutritiva nella terra. Se solo noi permettessimo alla Terra di produrre cibo in abbondanza invece di creare scarsità! Una scarsità che serve solo per produrre profitto, che serve alle aziende che i semi li devono vendere perché li producono. Non è tutto però. Oltre alla scarsità l’agricoltura industriale produce la malnutrizione che dice di voler contrastare. Per esempio l’ingegneria genetica promette di combattere la cecità con il golden rice. Ma noi sappiamo che il riso geneticamente modificato golden rice produce il 70% in meno del riso prodotto naturalmente dalla biodiversità della Terra.

È per questo che il lavoro svolto negli ultimi dieci anni in Toscana rappresenta già un cambio di paradigma, anche grazie all’impulso delle Nazioni Unite, e che può avere un’ulteriore spinta dal lavoro di Navdanya Intenational.

Dobbiamo tornare alla Natura. Non possiamo dimenticare le fondamenta della produzione e dell’economia della Natura. E poi concentriamoci sul suolo e la sua fertilità, quei sistemi naturali che ci permettono di avere l’acqua, che sono gli stessi alla base dei sistemi atmosferici planetari e dell’agricoltura in grado di proteggere la terra. L’agricoltura in grado di proteggere la terra è anche in grado di proteggere la salute umana.

Io penso che la sfida più importante che stiamo affrontando oggi sia quella di abbandonare la vecchia idea che ha messo l’umanità contro la Natura, una idea vecchia non più di duecento anni, che ha trattato la Terra come materia inerte-morta e che ha reso del tutto legale distruggere la terra. Non solo è legale: se ne ottiene riconoscimento e considerazione.

Gli indicatori della crescita generano errori. Qualche giorno fa in India, un gruppo di contadini ha dovuto difendere la loro terra che gli è stata portata via con la forza. E la forza utilizzata contro di loro per portargliela via è stata enorme. Il motivo è che la Terra è diventata la maggior ricchezza dei nostri tempi. Gli sono state pagata 300 rupie: 300 rupie al metro quadro - meno di 10 Euro - è stato il prezzo pagato dall’azienda. La stessa azienda che l’ha rivenduta a 600.000 rupie al metro quadro. È un aumento del 2.000%, per forza che il prodotto interno lordo cresce! Ed è ovvio che chi ruba la Terra diventa uno dei nuovi miliardari indiani, tra le persone più ricche della Terra, ma questo avviene al prezzo di distruggere la Terra e di portare via le risorse naturali alla gente.

Ecco perché tornare alla terra non è solo una questione di efficienza tecnologica, ma è vitale farlo per l’ecologia dell’ambiente e anche per una questione di giustizia. Perché i livelli di ingiustizia sono ormai divenuti intollerabili, specialmente nella nostra parte del mondo, nel terzo mondo. E per questo sono felice della costituzione di Navdanya International. Il suo significato è quello di realizzare un ponte fra da due grandi culture: quella indiana e quella del Rinascimento italiano. Noi in India abbiamo meravigliosi flussi di consapevolezza, così come ci sono bellissimi frutti del pensiero rinascimentale qui a Firenze e questa convergenza può essere rivoluzionaria. E dobbiamo far si che lo sia. Non è necessario che sia una rivoluzione grande in termini quantitativi, ma può esserlo in termini di germinazione delle idee.

DOMANDA:
Navdanya e la banca dei semi di Vandana nascono all’indomani della strage di Bhopal - la più grave strage ambientale mai avvenuta fino a quel momento - e diventa un’occasione per una presa di consapevolezza che quell’uso della chimica non solo danneggia i contadini che erano i principali destinatari di quei prodotti chimici per l’agricoltura, ma improvvisamente diventa una catastrofe umanitaria. È in seguito a questo evento che si identifica nella chimica, e in quell’uso della chimica il principale nemico. Se Vandana dovesse indicarci il nemico di oggi quale sarebbe?

RISPOSTA:
Penso che quel che dobbiamo affrontare oggi - considerato come avversario - è sia l’intossicazione della nostra mente sia l’intossicazione nel nostro mondo.

È solo una mente avvelenata che può produrre le sostanze chimiche che sono uscite dalla fabbrica di Bhopal nel 1984. Quella tragedia, insieme a quella avvenuta in Punjab, mi ha  letteramente catapultato ad interessarmi alle questioni dell’agricoltura. Perché la violenza insita in quel tipo di agricoltura è semplicemente troppo distruttiva. Volevo vedere se c’era un modello nonviolento di agricoltura. Come abbiamo detto più volte questa mattina “nei semi antichi ci sono i semi del futuro”. Questa è una contraddizione per una mente cartesiana e lineare, dove per loro il vecchio non può dare vita alla novità. Ma in una mente vivente non ci può essere nulla di nuovo se non è collegato direttamente, con continuità, con quelle che sono le fonti della vita. 

Ci dicono che noi sappiamo come fare un’agricoltura che non distrugge la Terra! Il più importante libro sull’agricoltura biologica è un libro scritto da Sir Albert Howard il quale venne inviato in India nel 1905 per introdurre la chimica in agricoltura. Quando egli arrivò disse che la terra era fertile e non c’erano parassiti nel terreno così decise di introdurli lui stesso per poter poi andare a scuola dai contadini locali per imparare da loro come facevano a contrastarli. Dopo questa esperienza egli ha scritto un libro che è una specie di testamento e che viene oggi utilizzato in giro per il mondo come la Bibbia dell’agricoltura ecologica. Quindi noi sappiamo come controllare i parassiti senza veleni. In realtà, anzi, i veleni non controllano i parassiti: con i veleni si sono uccise 3000 persone a Bhopal in una notte e 30000  morti in seguito a quell’evento tra cui bambini nati con malformazioni.

Ho dedicato molto tempo il mese scorso per sostenere il movimento che chiede di vietare l’utilizzo di un pesticida come l’Endosulfam. Un pesticida che è stato utilizzato nelle piantagioni da circa vent’anni fa. Fino a oggi mille persone sono morte in seguito all’impiego di questo veleno e circa 6000 persone giacciono nei letti con malformazioni. Il governo del Kerala l’ha ora vietato, ma vogliamo un divieto più esteso solo che a livello del governo centrale si sostiene che le persone come noi chiedono il divieto di queste sostanze perché vogliono favorire le aziende concorrenti. Loro, davvero, non riescono a pensare a un mondo senza concorrenza.

C’è un altro tipo di veleni cui dobbiamo stare molto attenti: quelli che vengono veicolati dall’ingegneria genetica all’interno degli organismi geneticamente modificati.

Ci sono soltanto due famiglie di OGM che hanno trovato applicazione negli ultimi vent’anni. La prima riguarda un seme resistente agli erbicidi, che aumenta il carico di inquinanti che è possibile applicare alla terra e che di conseguenza entra nei nostri corpi. Bambini sono nati con difetti alla nascita in Argentina dove un erbicida come il Round Up è stato distribuito con gli aerei sui campi con piantagioni OGM resistenti agli erbicidi.

Un’altra famiglia di OGM è quella dei semi tossici. Si tratta di semi in cui il veleno viene inserito all’interno del seme e viene quindi riprodotto in ogni cellula della pianta per poter eliminare il disturbo delle farfalle o nelle api o degli organismi presenti nel suolo, creando così un ambiente totalmente tossico come viene mostrato nel film  “Harmony” del Principe Carlo in cui lui abbraccia una donna che è vedova di un contadino che si è appena suicidato. Ad oggi i suicidi degli agricoltori in in India sono 250.000 in quindici anni. Da quando cioè l’economia è stata liberalizzata, globalizzata e le multinazionali hanno avuto la libertà totale di fare quel che volevano. Il prezzo dei semi è aumentato da allora dell’8000% e quindi anche il debito dei contadini. È per questo che sono avvenuti i suicidi dei contadini. I contadini stanno rinunciando alla loro vita e lo fanno bevendo i pesticidi.

Allora… questa è una realtà tossica, in termini della realtà del pianeta e dei nostri corpi, ma questa tossicità inizia con un modo di pensare nelle nostre teste. Un modo di pensare che ci permette di produrre certe merci e immetterle nel mondo. Per questo ritengo che quel che dobbiamo fare con Navdanya International è creare un pensiero libero da tossine (“Toxic Free Thinking”) per liberare il mondo dalle tossine (“Toxic Free World”). Serve Un pensiero libero da elementi tossici per liberare il mondo dalle sostanze tossiche inquinanti.

DOMANDA:
Abbiamo di fronte tre crisi (energetica, del clima e del cibo). Tu leghi queste tre crisi insieme e dici che questa è l’inizio della fine dell’eco imperialismo. Cosa significa?

RISPOSTA:
La convergenza di queste crisi non è casuale.
Abbiamo la crisi del cibo. E questo significa che dal 2008 in molti paesi il prezzo del cibo sta crescendo per due problemi principali: il primo è l’instabilità del clima il secondo è la crisi finanziaria.

Riguardo all’instabilità del clima abbiamo visto l’anno scorso i raccolti di grano in Russia devastati dagli incendi, in Pakistan duemila persone sono morte e l’agricoltura è stata distrutta…  ho letto sui giornali che pure l’Europa ha sofferto di una lunga siccità e la produzione del frumento ne ha risentito seriamente, in Australia che è sempre stata considerata un granaio di riserva, ha avuto prima una siccità per sei anni e poi piogge torrenziali che hanno devastato quel poco che era rimasto. Il Mississipi sta inondando proprio in questi giorni le terre che lo circondano. Quindi il cambiamento climatico sta distruggendo letteralmente i sistemi ecologici.

E poi c’è la crisi finanziaria. Gli interessi reali che hanno condotto alla crisi economica mondiale stanno cercando una via d’uscita scommettendo sulla crisi del cibo. E hanno trasformato il cibo in oggetto di speculazione. La speculazione sul cibo porta alla crescita dei prezzi. E le sollevazioni dei tunisini e degli gli egiziani sono avvenute proprio in seguito all’aumento del prezzo del pane.

Il cambiamento climatico ha un impatto sull’agricoltura ed è seriamente influenzato dall’agricoltura industriale.  Il manifesto presentato dalla commissione internazionale sul futuro del cibo mostra i collegamenti fra cambiamenti climatici e agricoltura: il 40% delle emissioni nell’atmosfera che contribuiscono all’instabilità climatica sono prodotti dall’agricoltura che dipende dai combustibili fossili, dalla chimica e dai trasporti a lunga distanza.

Pure i combustibili fossili sono in grande crisi. Siamo arrivati al punto che l’estrazione economica di combustibile dal sottosuolo sta diventando sempre più difficile e abbiamo superato il picco della disponibilità di petrolio nel 2006. Oggi il petrolio e il gas viene estratto da sistemi ecologici estremamente vulnerabili a un costo molto alto. Così si va a cercare il petrolio sempre più in profondità sul fondo degli oceani e quel che ci tocca è il disastro BP nel Golfo del Messico. Si va così in profondità che si impiega fino a 10 volte l’energia che si ottiene dal petrolio estratto.

Ma una delle cose più distruttive in atto è il “gas cracking”. Cioè l’iniezione di acqua (tanta) e di sostanze chimiche nella roccia per ottenere il gas combustibile. Ma in questo modo il gas sta letteralmente contaminando i sistemi idrici perché tutto ciò è a contatto con l’acqua…  E si arriva a situazioni paradossali come quella mostrata nel film Gas Land come una famiglia in Pennsylvania che quando apre il rubinetto ne esce un’acqua infiammabile! Perché è a contatto col gas combustibile… È questo il tipo di costi che stiamo infliggendo alle nostre comunità con l’obiettivo di estrarre combustibile a tutti i costi. Un movimento mondiale contro il gas cracking sta crescendo. Pensate che vogliono fare il “cracking” nelle pianure alluvionali del Gange dove non c’è roccia per una profondità di 200 metri!

In sintesi quel che abbiamo è una situazione in cui le grandi aziende possono sperimentare con la Terra senza dover sostenere i costi che generano e essere ringraziate per questo dai governi. Per questo gli OGM hanno l’impatto che constatiamo oggi.

Non è tutto. Sta nascendo un’altra idea folle: quella della “geoingegneria” secondo cui:
- Il pianeta è sbagliato
- La Terra non va bene
- Il Sole ha fatto un errore nell’illuminare la Terra e bisogna bloccarlo, rimandarne la luce indietro con un sistema di specchi creando un’illuminazione artificiale…

Tra chi propone queste cose ci sono degli scienziati, dei premi Nobel anche. Quando ho parlato con loro e gli ho chiesto “ma cosa succederà alle piante? Che con la fotosintesi hanno bisogno del Sole…” La risposta è stata: “Non ci abbiamo mica pensato!”.
Come possiamo mettere il futuro di questo pianeta nelle mani di menti così frammentate? Menti che non vedono le interconnessioni e le relazioni?

Perché tutto è correlato, tutto è in relazione. E questo è il motivo per cui i semi antichi sono in grado di generare il nuovo nel momento in cui li inserisco in un nuovo rapporto, in una nuova relazione nei contesti attuali. Improvvisamente non sono più “vecchi”. Perché se sono in grado di darci cibo oggi - ci danno cibo in un contesto di cambiamento climatico -, nel contesto di una nuova società, nel contesto di nuovi rapporti umani. Ho notato come, anche qui, molti di voi siano così giovani e di come possiate vedere da voi stessi come un sistema in cui ogni cosa viene distrutta non è la fonte di una promessa futura.

Una idea del futuro deve essere quella di difendere il futuro della Terra, di difendere il futuro della creatività umana e delle sue capacità. Probabilmente la qualità più importante da portare nel futuro è quella del prendersi cura e di essere capaci di condividere. Si tratta di qualità che non esistono nell’economia.

Quando siamo in una economia del “prendersi cura”, se condividiamo i beni comuni, non produciamo crescita economica, ma creiamo vita. E noi dobbiamo passare dall’illusione della crescita economica a quella dell’abbondanza nella vita. Che è da dove arriva la creatività, da dove arrivano le sfide intellettuali e scientifiche, da dove nascerà la nuova economia e la nuova società. Ed è da qui che possiamo trovare le possibilità per la specie umana di avere un futuro.

DOMANDA:
E il piacere di mangiare? Quando siamo stati in India abbiamo intervistato molti contadini di Navdanya che ci hanno raccontato storie drammatiche. Alcuni di loro venivano da decenni di uso di chimica, erano malati, avevano avuto perdite in famiglia, avete sentito quanti casi di suicidio c’erano stati eppure tutti loro ci raccontavano che per loro la più grande sorpresa per loro era stata quella dopo poco tempo essere entrati a farne parte era quello di assaporarne il cibo di ritrovare qualcosa che dentro di loro conoscevano, di cui avevano memoria, ma che avevano perso nella quotidianità. Grazie a Navdanya avevano scoperto il piacere di mangiare cose semplici e genuine. Possiamo allora dire che la rivoluzione che Navdanya ci aiuterà a fare sarà una rivoluzione sei saperi, ma anche dei sapori, e quindi anche una rivoluzione piacevole?

RISPOSTA:
Io penso che la rivoluzione, che sta già avvenendo, è una rivoluzione che ci porta verso la qualità, verso la salute e lo stare meglio. Ci porta lontano dalle astrazioni illusorie che non riflettono la realtà, come l’astrazione della crescita dove quando un’azienda vende pesticidi, come a Bhopal, o quando si vendono OGM esse fanno un’immenso profitto e ciò produce la cosiddetta “crescita”. Ma non è la crescita della vita. Non è certamente una crescita nella vita dei contadini e degli operai e neppure una crescita nella vita di chi mangia il cibo che li contiene. Inoltre ci vogliono far credere che i cibi OGM  porteranno a sconfiggere la fame, ma abbiamo visto un aumento della fame. Allora si opera la quantificazione immaginaria, l’utilizzo dei numeri per raccontarci bugie sull’agricoltura. Una storia falsa in un cui gli OGM possono sconfiggere la fame, una storia falsa secondo cui più le multinazionali fanno profitto meglio stanno le persone. I contadini stanno morendo a causa dei profitti di queste aziende! I bambini stanno morendo per i profitti di queste aziende! Perché, per esempio, non hanno accesso al cibo. Nel periodo della globalizzazione l’India è diventata la capitale della fame. E la metà dei bambini indiani oggi sta morendo per mancanza di cibo. Quindi questo non è un sistema che è in grado di produrre salute, di produrre qualità e felicità. Perché non si tratta di frammenti separati.

Perché il cibo biologico delle aziende agricole di Navdanya è così saporito? Ma è così semplice!

È saporito perché il suolo ci è capace di darci il sapore! Perché il suolo ci dà il sapore? Perché un suolo in salute ci dà i micronutrienti ed è  ricco di questi elementi… e il cibo di conseguenza sarà ricco di questi. E sono questi nutrienti che rendono il cibo ricco e contribuiscono al sapore. Il cibo industriale, da un punto di vista nutrizionale è privo di questi elementi, e questo è il motivo per cui è anche senza sapore.

Dobbiamo riempire la nostra vita e il nostro cibo di qualità. E la qualità non è solo quel che ci può dire la nostra lingua quando assaggia il cibo, ma anche quel che ci dice il nostro naso. Perché il cibo italiano è così famoso? A causa del suo aroma! Un buon sapore deve andare insieme a un buon aroma e, insieme a tutto ciò, deve andare la conversazione la convivialità, che è un alimento come lo è il cibo.

Tutti i nostri 5 sensi sono vivi e si risvegliano quando noi rispettiamo la Terra, la Terra ci ringrazia e ci dice “ti farò avere il meglio di quel che posso fare per te”